Un’ispezione dell’ufficio scolastico regionale, le convocazioni di studenti e docenti, uno-due-dieci comunicati di solidarietà, la petizione online da 11mila firme (fin qui) e almeno quattro interrogazioni parlamentari.

Tanto rumore per cosa? Una lettera, trenta righe indirizzate ai suoi ex alunni, dopo la maturità, da un professore di latino e greco di un liceo romano.

E cosa mai ci sarà scritto per sollevare un tale polverone? «Cari ragazzi e care ragazze, non dimenticate lo sterminio di Gaza e i suoi responsabili». Né Montale e la sua lirica sulle stragi nazifasciste, l’acquiescenza di chi esultava complice. Né il canto del Purgatorio in cui Virgilio, assolto il suo compito, lascia Dante al suo arbitrio.

Siamo al liceo classico Vivona, Eur, Roma sud. È il 6 luglio, gli esami di maturità sono finiti, gli esiti noti, quando Massimo Sabbatini — docente stimato, membro del Consiglio d’Istituto, un passato da candidato alle municipali nella lista dell’urbanista di sinistra Paolo Berdini — si mette al computer e scrive ai suoi ormai ex studenti un invito a restare umani e a rivedersi sui campi di tennis.

“Cari ragazzi, non siate mai complici”. La lettera integrale del prof agli ex alunni su Gaza