Mai avrei sperato che la storia riportata su questo blog un paio di settimane fa potesse diventare un caso nazionale, ripreso da altri media, commentato da influencer, rilanciato su siti e discusso in trasmissioni radiofoniche e televisive, denunciato da gruppi di docenti, come quelli dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola; e poi lettere di solidarietà di genitori, interventi di studenti e studentesse, persino di un gruppo di prèsidi in quiescenza sardi; e, ancora, 4 e più interrogazioni parlamentari, documenti sindacali, la solidarietà del mondo accademico. Una esplosione di indignazione. Con una petizione che, nei primi 4 giorni, ha raggiunto le 10mila firme e oggi viaggia ben oltre le 15mila.

Veniamo ai fatti. Il 6 luglio scorso un professore del liceo classico di Roma Francesco Vivona, Massimo Sabbatini, mio collega, invia a due ex alunni appena diplomati delle sue classi V – a esiti degli esami di Stato già pubblicati – un messaggio in cui sostanzialmente dice, con ferma delicatezza e con il supporto di citazioni letterarie estremamente significative: chiunque voi diventerete, ricordatevi che nei 3 anni in cui frequentavate il liceo c’è stato lo sterminio di Gaza. Ricordate che i colpevoli non sono solo quelli che lanciano bombe o droni. Restate umani.