La rimozione del capo dell'esercito Syrsky non placa la piazza: lo spettro di nuove proteste. Mikhelidze (Iai): «Ma l'Ucraina ne esce più forte»
Dopo la settimana più caotica per la politica ucraina dall’inizio della guerra con la Russia, Volodymyr Zelensky paga dazio nei sondaggi. Secondo una rilevazione condotta nelle ultime 48 ore dal Rating Group, il gradimento del presidente ucraino è calato al 59%. Il personaggio più nel cuore degli ucraini resta l’ex comandante in capo dell’esercito, oggi ambasciatore a Londra, Valery Zaluzhnyi (70%), ma la vera novità del sondaggio è il boom di popolarità per Mykhailo Fedorov, il 35enne ministro della Difesa licenziato da Zelensky la scorsa settimana, scatenando l’incredulità degli alleati e la rabbia della piazze. Finora fuori dai riflettori prettamente politici, ora Fedorov sarebbe il secondo personaggio più popolare del Paese, con il 65% di approvazione (era appena al 30% una settimana fa). Zelensky sarebbe al momento appena quarto nell’indice di gradimento nazionale, dietro anche al suo consigliere ed ex capo dell’intelligence militare Kyrylo Budanov.
La retromarcia di Zelensky
Martedì sera Volodymyr Zelensky ha concesso di fatto la vittoria alla società civile – o meglio, alla sua parte più pimpante scesa in piazza negli ultimi giorni – rimuovendo dal suo incarico il comandante in capo dell’esercito Oleksandr Syrsky. Era la richiesta numero 1 dei manifestanti da quando era emerso con chiarezza come la scelta di cacciare Fedorov nel quadro dell’ennesimo rimpasto di governo fosse stata pressoché imposta da Syrsky. «O me o lui», era stato il senso dell’ultimatum del comandante dell’esercito a Zelensky, visti gli scontri e i rapporti diventati insostenibili tra i due. Di fronte a quel bivio, commenta a Open la senior fellow dello Iai Nona Mikhelidze, Zelensky «deve aver pensato che mandare via Fedorov fosse meno rischioso che cambiare il capo delle forze armate in piena guerra». Non aveva messo in conto però la reazione furente della società civile di Kiev, «imbeccata» anche dagli influenti blogger militari. E così dopo giorni di riflessioni e tormenti Zelensky è tornato su quella scelta, licenziando proprio Syrsky e insediando al suo posto Mykhailo Drapatyi.















