Roma, 18 lug. (askanews) – Il caso Fedorov sta scuotendo l’Ucraina in uno dei momenti più delicati della guerra contro la Russia. Mentre sul fronte militare Kiev sembra attraversare una fase relativamente favorevole, grazie alle “sanzioni a lungo raggio” sul territorio russo, sul piano interno il presidente Volodymyr Zelensky rischia di aprire una crisi politica dalle conseguenze imprevedibili. Con il rimpasto di governo, il capo dello Stato ucraino ha scelto di intervenire su uno dei ministeri più apprezzati e considerati tra i più efficaci dell’esecutivo, una decisione che ha immediatamente acceso le proteste e alimentato il malcontento dell’opinione pubblica.

Dietro la scelta si intravede la volontà di ridurre le tensioni sempre più evidenti tra la leadership politica e i vertici delle Forze armate. Secondo quanto ammesso dal leader ucraino stesso, Zelensky avrebbe ritenuto impossibile proseguire senza un cambio di equilibri e, non potendo mettere contemporaneamente in discussione sia Mykhailo Fedorov sia il comandante in capo Oleksandr Syrsky, avrebbe deciso di sacrificare il primo. Una valutazione che, almeno per ora, non convince una parte della società ucraina: il presidente non sembra intenzionato a fare marcia indietro, mentre l’ex ministro della Difesa ha iniziato ad assumere toni e posture sempre più vicini a quelli di un leader politico.