Dopo due settimane di raduni quotidiani contro la rimozione di Mychajlo Fedorov dal ministero della Difesa, in Ucraina le proteste sembrano arrivate a un punto di svolta: i manifestanti non chiedono più soltanto il ritorno dell’ex ministro, ma provano ad aprire una trattativa con il presidente Volodymyr Zelens’kyj. È il segnale più evidente che la crisi politica per il rimpasto di governo sta entrando in una nuova fase.

Per venerdì 31 luglio alle 19, la capitale ha infatti annunciato una marcia unica che dal monumento al poeta nazionale Taras Ševčenko, nell’omonimo parco, arriverà fino a piazza Ivan Franko, sotto l’ufficio presidenziale; l’invito è esteso a tutte le altre città ucraine – sicurezza permettendo. Il veterano Dmytro Kozjatyns’kyj – ex medico di combattimento del battaglione “Da Vinci Wolves” e tra gli organizzatori delle proteste – sostiene infatti che l’obiettivo non sia più quello di ottenere un reintegro immediato di Fedorov, bensì di verificarne l’operato come ministro per un anno. Una proposta che segnala il tentativo di aprire un canale di dialogo con la presidenza: “Sono convinto che ascoltare il proprio popolo sia un segno di forza, e spero che il presidente finisca per darci ascolto”, ha dichiarato Kozjatyns’kyj.