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Nel fine settimana sono proseguite in Ucraina le proteste contro la rimozione da parte del presidente Volodymyr Zelensky del popolare ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, che negli ultimi sei mesi aveva cambiato l’approccio alla guerra dell’Ucraina facendo un maggiore affidamento sulla tecnologia, con droni e robot. Le manifestazioni a sostegno di Fedorov si sono trasformate in proteste contro il generale Oleksandr Syrsky, attuale capo delle forze armate ucraine, visto che gli scontri fra i due sono alla base della rimozione del ministro. Ora i manifestanti chiedono il licenziamento di Syrsky e il ritorno di Fedorov al ministero della Difesa.
Durante le proteste i manifestanti accusavano Syrsky di un approccio troppo arretrato e di stampo sovietico, incurante delle perdite fra i suoi soldati. Uno dei cartelli diceva: «Fedorov = più morti fra i russi, Syrsky = più morti fra gli ucraini». Altri facevano riferimento a due soprannomi di Syrsky: “il macellaio” e “Generale 200”, dove 200 è un codice militare sovietico che indica i morti in battaglia. Dmitry Kozyatinsky, uno dei leader della protesta, ha scritto sui social che Syrsky «demoralizza l’esercito, ostacola le riforme, crea un proprio contingente di truppe fedeli, viola la libertà di espressione e reprime i soldati».











