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Kyiv trattiene il fiato. La rimozione di Mychajlo Fedorov dal ministero della Difesa – il più popolare tra i tecnocrati di Zelens’kyj, l’uomo dei droni e dello Starlink negato ai russi – ha acceso in poche ore piazze, caserme e Verchovna Rada (il parlamento ucraino). Il quadro cambia di ora in ora, ma quel che rimane, a prescindere da come evolverà la situazione, è il sostegno incondizionato degli ucraini a Fedorov.
Nei giorni scorsi, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha avviato un rimpasto di governo che ha portato prima alle dimissioni della premier Julija Svyrydenko e del suo esecutivo, e poi alla rimozione, dopo appena sei mesi di incarico, del ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, tecnocrate 35enne noto per aver guidato la trasformazione digitale dell’Ucraina fin dai tempi in cui coordinò la campagna presidenziale di Zelens’kyj nel 2019. Il capo di Stato ucraino non ha spiegato pubblicamente le ragioni della rimozione, limitandosi a chiedere una struttura militare più compatta, con un rapporto diretto tra i vertici delle forze armate e il ministero della Difesa.
La decisione sarebbe maturata dopo un incontro tra Zelens’kyj, Fedorov e il comandante in capo delle forze armate Oleksandr Syrs’kyj, con il quale il ministro avrebbe avuto divergenze sulla gestione dell’apparato militare. Al suo posto è stato indicato come possibile successore il ministro dell’Interno uscente Ihor Klymenko, la cui nomina dovrà però essere approvata dal Parlamento. Prima dell’annuncio ufficiale, diversi deputati – sia di maggioranza che di opposizione – si erano detti contrari alla sostituzione del capo della Difesa.










