Quella scelta difficile di cui ha parlato appena due giorni fa, Volodymyr Zelensky forse non dovrà prenderla. Dopo le dimissioni del ministro della Difesa Mikhailo Fedorov, secondo quanto poi emerso dovute allo scontro col capo di stato maggiore Oleksandr Syrskyi, il presidente ucraino aveva dichiarato: “Con una guerra in corso, un Presidente non dovrebbe essere costretto a fare una scelta in una situazione come questa. Preferirei l’unità. Ma le parti non la hanno trovata. E non è solo un problema delle parti, ma anche mio”. Un’indiscrezione del Financial Times, mentre a Kiev continuano a saltare teste nei ruoli chiave di governo e forze armate, racconta però che adesso il capo dello Stato sarebbe pronto a rinunciare anche al proprio capo delle Forze Armate nel tentativo di far rientrare la crisi interna e le proteste di piazza scatenate proprio dalle dimissioni di Fedorov.

Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario britannico, che cita un alto funzionario dell’amministrazione ucraina, nel corso del weekend Zelensky riunirà i comandanti militari per ascoltare le loro valutazioni sulla situazione sul campo di battaglia e per valutare possibili sostituti di Syrskyi, sempre che questo garantisca un passaggio di consegne senza ulteriori terremoti all’interno dell’esercito. Una decisione, questa, che sarebbe motivata non tanto dalla sfiducia del presidente nei confronti del capo di Stato maggiore, bensì dalla necessità di rispondere alle proteste di piazza cominciate dopo l’addio di Fedorov e che ancora oggi non si sono placate.