Il distretto manifatturiero pratese da sempre ha saputo fare leva sull’economia circolare degli stracci, utilizzando scarti tessili – ma anche capi di abbigliamento usati provenienti da tutti i paesi del mondo – per portarli a nuova vita. Un’attività resa possibile dall’innovazione: l’industria meccanica del distretto ha elaborato macchinari sempre più all’avanguardia per il riciclo di tali prodotti, fornendo coperte di lana per l’esercito fin dai tempi della prima guerra mondiale, ma anche particolari produzioni di tessuti di lana per giacche e cappotti dall’effetto “caldo”, grazie anche alle colorazioni di questi manufatti (cardati).

Oggi è sempre l’innovazione tecnologica che apre un nuovo capitolo per il distretto pratese, e per l’economia circolare dei rifiuti tessili più in generale. Sono infatti terminati i lavori iniziati nella primavera 2024, con l’inaugurazione del nuovo Textile Hub firmato Plures, la multiutility toscana a capitale interamente pubblico che ha in carico (tra le altre cose) la gestione dell’igiene urbana nell’area centrale della regione.

«Il Textile Hub – spiega l’ad di Plures, Alberto Irace – nasce per rispondere a un'esigenza destinata a crescere rapidamente nei prossimi anni: recuperare il massimo valore possibile dai materiali tessili e restituirli al ciclo produttivo. Abbiamo realizzato un impianto che integra tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e automazione industriale per affrontare una sfida che non riguarda soltanto la gestione dei rifiuti, ma il futuro di un'intera filiera produttiva».