<p>La crisi che sta attraversando l’industria automobilistica europea non è una semplice fase ciclica, ma il risultato di un cambiamento strutturale che è destinato a modificare gli equilibri mondiali del settore.
Ad arrivare a questa conclusione è il nuovo studio di Banca d’Italia «The global automotive sector after the pandemic: key questions and answers», che analizza l’evoluzione che ha avuto l’automotive dopo il Covid e individua nella crescita della Cina il principale fattore di trasformazione dell’industria mondiale. </p> <p> </p> <p>Secondo gli economisti di Via Nazionale, elettrificazione, batterie, software e politiche industriali hanno creato un nuovo scenario competitivo nel quale i grandi gruppi europei - da Stellantis a Volkswagen, passando per Mercedes, Bmw e Renault - si trovano a rincorrere. </p> <h2><strong>L’Europa non è più tornata ai livelli pre-Covid: -17% sul 2019</strong></h2> <p>Il primo elemento su cui si sofferma Bankitalia nel suo studio è il mercato.
Mentre la Cina ha già superato i livelli di vendita precedenti alla pandemia, grazie agli incentivi per i veicoli elettrici, l’Europa continua a registrare immatricolazioni inferiori del 17% rispetto al 2019.







