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Francesco Bertolino

Nel primo semestre i profitti della casa tedesca si sono fermati a 1,5 miliardi: le vendite in Cina crollano del 32% e il gruppo ora prevede un calo dei ricavi nel 2026. Il manager punta a definire un piano di risparmi drastico entro l’anno

Volkswagen ha un grande problema e si chiama Cina. Nel secondo trimestre le vendite del gruppo tedesco sul più grande mercato auto del mondo sono crollate del 33%, con un impatto pesante sui profitti, scesi anch’essi di un terzo a 1,5 miliardi fra aprile e giugno su un fatturato di 82 miliardi (+2%). Il declino delle consegne in Cina sta più che compensando la crescita registrata nelle altre geografie e ha portato Volkswagen a rivedere al ribasso le previsioni di immatricolazioni per l’intero anno: ora la casa di Wolfsburg stima di chiudere l’anno, nella migliore delle ipotesi, con ricavi invariati rispetto al 2025 a oltre320 miliardi; nella peggiore, con un calo del 3% del fatturato.

L’invasione cineseLe case cinesi non si stanno però accontentando del predominio sul mercato domestico, dove ormai controllano due terzi delle vendite. Ma si stanno proiettando con forza in Europa, seguendo - al contrario - il percorso fatto negli anni ’90 proprio da Volkswagen. «Abbiamo oltre 150 concorrenti in Cina che hanno lanciato più di 500 modelli dall’inizio dell’anno», ha detto il ceo Oliver Blume. «Ora stanno entrando tutti sul mercato europeo», ha aggiunto, avvertendo: «Quando guardiamo al futuro, vediamo i pericoli moltiplicarsi continuamente»