<p>La crisi di Volkswagen è tutta nei numeri.

La casa tedesca chiude il secondo trimestre sotto le attese, con la perdita di un terzo degli utili, e taglia le stime, rinunciando all’obiettivo di crescita del fatturato per il 2026 e confermando così che il peggioramento del contesto di mercato sta accelerando la necessità di una profonda ristrutturazione del gruppo. </p> <p> </p> <p>Il costruttore di auto ha rivisto al ribasso le previsioni sui ricavi per l’intero esercizio, pur mantenendo invariato il target di redditività, mentre il ceo Oliver Blume continua a lavorare al piano di trasformazione destinato a ridurre drasticamente i costi e rendere il gruppo più competitivo di fronte alla crescente pressione dei costruttori cinesi e agli effetti dei dazi, anche attraverso tagli (anche oltre 100 mila) e chiusure di stabilimenti (fino a quattro in Germania).

A fine agosto sono previsti incontri tra l’ad e i rappresentanti dei lavoratori su questo piano shock. </p> <h2><strong>Addio alla crescita del fatturato nel 2026</strong></h2> <p>Volkswagen prevede ora che nel 2026 il fatturato possa risultare stabile oppure diminuire fino al 3% rispetto al 2025, abbandonando la precedente indicazione che prevedeva una crescita compresa tra lo 0% e il 3%.