<p>La crisi di Volkswagen, con il suo piano di ristrutturazione shock e la sua bocciatura, per ora, da parte del consiglio di sorveglianza, non è una fase momentanea di difficoltà di un singolo produttore. È il simbolo della condizione dell’industria dell’auto europea, arrivata davanti a un bivio: cambiare e sopravvivere o non farlo e rischiare, perché stretta tra la concorrenza cinese, i dazi Usa, una domanda inferiore alle attese e una capacità produttiva costruita per un mercato che non esiste più.

Se il primo costruttore dell’Ue ha bisogno di una cura che la rigeneri completamente (e faticherà molto a trovare un accordo su come ridurre costi e produzione), significa che l’intero settore deve affrontare cambiamenti che lasceranno il segno.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2><strong>Il consiglio di sorveglianza ha respinto il piano Volkswagen</strong></h2> <p>Come riferito da <em>Reuters</em>, <a href="https://www.milanofinanza.it/news/crisi-volkswagen-il-consiglio-di-sorveglianza-vota-contro-il-maxi-piano-di-blume-da-oltre-100-mila-tagli-202607101359502300">il consiglio di sorveglianza di Volkswagen ha respinto con 12 voti contro 7 il piano </a>presentato dall’ad Oliver Blume.