La discussione lanciata da Formiche attorno alla partecipazione del direttore generale dell’Agid al forum cinese ha riacceso il dibattito sulle scelte dell’Italia nel campo dell’intelligenza artificiale. Ma per Carlo Alberto Giusti, rettore dell’Università degli studi Link e autore di “The American Club”, il punto vero è il perimetro valoriale entro cui l’Italia colloca la propria infrastruttura tecnologica

Il caso della trasferta cinese del direttore generale dell’Agid sollevato da Formiche.net non può esaurirsi nella dimensione individuale. Il punto, però, è un altro: l’indipendenza tecnologica è diventata una posta strategica pari a quella energetica, e nella corsa all’IA continua a pesare un vantaggio strutturale americano costruito attorno alle sue università. Formiche.net ne ha parlato con Carlo Alberto Giusti, rettore dell’Università degli studi Link e autore di “The American Club”.

La presenza del direttore generale dell’Agid alla kermesse di Pechino, avvenuta a sole due settimane dalla firma della Joint Statement of AI Opportunity, ha riportato l’attenzione sul confronto tra modelli e alleanze nell’intelligenza artificiale. Perché oggi le scelte in campo tecnologico sono diventate così sensibili sul piano geopolitico?