Di: Lorenzo Lamperti La Cina non vuole soltanto competere con gli Stati Uniti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Vuole definire le regole. È questo il messaggio emerso dalla Conferenza Internazionale sull’Intelligenza Artificiale (WAIC), aperta venerdì a Shanghai da Xi Jinping, intervenuto per la prima volta di persona al principale appuntamento cinese dedicato all’IA. Una presenza che testimonia quanto questa tecnologia sia ormai diventata una priorità strategica per la leadership cinese.Nel suo discorso, Xi ha presentato l’intelligenza artificiale come una sfida globale che richiede cooperazione e governance condivisa. “Lo sviluppo dell’IA non dovrebbe essere un’impresa solitaria di un singolo Paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale”, ha affermato, criticando implicitamente le restrizioni imposte dagli Stati Uniti e, in parte, dall’Europa all’export di semiconduttori avanzati e altre tecnologie considerate sensibili. Per il presidente cinese, la sicurezza non deve trasformarsi in uno strumento per limitare la cooperazione tecnologica internazionale.Nel suo discorso, Xi ha presentato l’intelligenza artificiale come una sfida globale che richiede cooperazione e governance condivisaNg Han Guan/REUTERSXi ha articolato la proposta cinese attorno a tre pilastri. Il primo è lo sviluppo condiviso dell’intelligenza artificiale, favorendo apertura e collaborazione internazionale. Il secondo è una governance multilaterale, con un ruolo centrale delle Nazioni Unite nella definizione delle regole globali. Il terzo riguarda la gestione dei rischi: servono leggi, sistemi di monitoraggio, meccanismi di allerta e norme che garantiscano che l’intelligenza artificiale rimanga sempre sotto il controllo umano. Una visione che cerca di coniugare innovazione e regolamentazione, evitando sia un’eccessiva deregolamentazione sia un blocco dello sviluppo tecnologico.L’annuncio più significativo è stato però quello della nascita dell’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione sull’Intelligenza Artificiale (WAICO). Al nuovo organismo, che avrà sede proprio a Shanghai, hanno subito aderito 29 Paesi. Tra questi Russia, Pakistan, Indonesia, Kazakistan e altre economie emergenti. L’organizzazione dice di puntare a “promuovere il dialogo, la cooperazione e la definizione di standard condivisi per la governance dell’intelligenza artificiale”. La composizione dei membri evidenzia la volontà di Pechino di consolidare soprattutto i rapporti con il cosiddetto Sud globale, trasformando l’IA in uno strumento della propria politica estera.Il progetto va oltre la semplice cooperazione tecnologica. Xi ha annunciato che nei prossimi cinque anni la Cina offrirà 5 mila programmi di formazione sull’intelligenza artificiale ai Paesi in via di sviluppo e creerà nuovi centri di cooperazione con ASEAN, BRICS, Unione Africana, Lega Araba e altri organismi regionali. È una strategia che ricorda, per molti aspetti, la Nuova Via della Seta: invece di infrastrutture fisiche, però, l’obiettivo è costruire infrastrutture digitali, competenze e dipendenze tecnologiche di lungo periodo.Un cuoco IA all'opera in cucinaREUTERS/Go NakamuraLa nuova organizzazione è l’ultimo tassello di una strategia più ampio, tanto che la sua nascita è accompagnata dalla pubblicazione di una serie di documenti programmatici sulla cooperazione industriale e il trasferimento tecnologico, mentre la potente autorità del cyberspazio cinese propone di estendere a livello internazionale il modello regolatorio sviluppato all’interno della Repubblica Popolare. L’obiettivo è costruire un modello di sviluppo alternativo a quello promosso dagli Stati Uniti. Il sistema promosso da Xi si sviluppa su due binari: innovazione open source e tutela della sicurezza nazionale, che nella prospettiva cinese significa anche stabilità politica.La competizione tra Pechino e Washington si sta quindi spostando oltre i modelli linguistici o i semiconduttori. In gioco c’è anche chi scriverà le regole della nuova economia digitale. Dietro questa contrapposizione si intravedono due modelli diversi di governance dell’intelligenza artificiale e, più in generale, dell’ordine tecnologico internazionale. Washington continua a puntare su controlli alle esportazioni, alleanze tecnologiche e tutela della sicurezza nazionale. Pechino propone invece una narrativa fondata su multilateralismo e accessibilità, cercando di presentarsi come il principale partner tecnologico dei Paesi emergenti, trasformando così la leadership tecnologica in uno strumento di influenza internazionale.
La via cinese all’IA: Pechino lancia la sfida globale a Washington - RSI
Cina sfida gli USA sull'intelligenza artificiale: Xi Jinping lancia la WAICO con 29 paesi e 5'000 programmi formativi per conquistare i mercati emergenti














