Si fa un gran parlare di OpenAI e Anthropic, un po’ meno di Z.ai o Zhipu AI. Anzi, decisamente meno. Eppure è in questa direzione e in particolare verso Tang Jie, l’uomo che nel 2019 ha fondato Zhipu AI, che si dovrebbe guardare per immaginare i possibili sviluppi della competizione geopolitica sull’intelligenza artificiale. Quarantanove anni, docente dell’università Tsinghua di Pechino, esperto di intelligenza artificiale generale e data mining, con un patrimonio personale stimato da Forbes in 5,5 miliardi di dollari (a marzo erano ancora 1,9), Tang Jie è il creatore di GLM: il più temibile dei modelli linguistici cinesi.

Quando sabato scorso il Sam Altman – o il Dario Amodei – cinese ha diffuso la nota, che aveva in precedenza riservato solo ai collaboratori, da questa parte della barricata tecnologica ci si è affrettati a tradurla, e chi doveva capire lo ha fatto. In frettissima. Il titolo era “La grande onda è arrivata” e la lettera serviva a spiegare la nuova strategia aziendale elaborata da Tang Jie. Zhipu AI concentrerà i suoi sforzi sull’intelligenza artificiale generale, quella che Nick Bostrom definì per primo Superintelligenza perché in grado di sopravanzare lo scibile umano in qualsiasi campo, mettendo da parte la commercializzazione a breve su cui sembrano impegnati i concorrenti. «Qualsiasi risultato al di sotto della vetta sarà un fallimento», ha concluso Tang Jie con un surplus di retorica.