Si torna a parlare di un (mini) "modello Deepseek" con la startup cinese Z.ai che compete con Claude e ChatGpt sul terreno agentico ma a costi molto più accessibili. Secondo l'Università di Stanford il divario Usa-Cina si riduce sempre di più. Resta un ostacolo: la fiducia delle imprese occidentali
Qualcuno ricorderà R1. Era gennaio 2025 quando la startup cinese DeepSeek presentò un modello di AI potente quanto i migliori sistemi americani, ma sviluppato con molti meno soldi. A un anno e mezzo di distanza, nella Silicon Valley si torna a parlare di un "momento DeepSeek", anche se in versione "mini". Il motivo è un nuovo balzo dell'intelligenza artificiale cinese che, questa volta, non sta facendo tremare i mercati, ma potrebbe convincere sempre più sviluppatori occidentali a scegliere un modello made in China invece di quelli di OpenAI e Anthropic. Il











