Realizzato dalla startup Z.ai, il modello opensource è in grado di performare come i grandi modelli americani, ma a costi notevolmente inferiori. Per David Sacks, ex responsabile dell’IA nell’amministrazione Trump, non è così lontano dagli strumenti di Anhtropic e OpenAI. La sfida è aperta

La nuova sfida tecnologica che arriva dalla Cina si chiama GLM-5.2. Lanciato il mese scorso da Z.ai, startup con sede a Pechino, ha già destabilizzato in parte la Silicon Valley. È attualmente al quinto posto nella classifica dei modelli linguistici di grandi dimensioni di Intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la classifica di Code Arena, che valuta l’efficacia con cui i modelli generano siti web e applicazioni front-end, è invece al secondo posto. Il suo punto di forza è la capacità di adattamento. Basta infatti implementare il modello open-source che questo è immediatamente utilizzabile.

La sua popolarità sta inoltre nel fatto che, a fronte di prestazioni eccellenti, i costi sono notevolmente ridotti rispetto ai modelli di frontiera americani – circa un sesto di meno. Una caratteristica tutt’altro che nuova. Ormai è una consuetudine da almeno un anno e mezzo, da quando a inizio 2025 DeepSeek ha fatto la sua apparizione pubblica. Ecco perché per le aziende statunitensi sembra di rivivere quel momento. “Ora disponiamo di un modello cinese open-source valido tanto quanto i modelli attualmente disponibili di OpenAI e Anthropic. È solo leggermente inferiore a Opus 4.8 e si avvicina molto a GPT 5.5”, ha spiegato una settimana fa David Sacks, ex zar delle criptovalute e responsabile dell’IA nell’amministrazione di Donald Trump, oggi collegamento tra istituzioni e aziende tech.