La ricerca automatica delle vulnerabilità software è diventata uno dei fronti più caldi dell’Intelligenza Artificiale applicata alla sicurezza informatica.

I modelli linguistici di ultima generazione non si limitano più a generare codice o rispondere a domande complesse: oggi analizzano milioni di righe sorgente, riconoscono pattern pericolosi e suggeriscono correzioni prima che un difetto diventi una falla sfruttabile.

In questo scenario, i laboratori cinesi stanno accelerando con modelli specializzati. Tra gli esempi più recenti figura GLM-5.2, sviluppato da Z.ai, che secondo valutazioni indipendenti citate dal Wall Street Journal mostra risultati molto vicini a quelli di Mythos, il modello sperimentale di Anthropic dedicato alla cybersecurity.

GLM-5.2 e Mythos: il confronto sulla cybersecurity

Secondo i ricercatori citati dal Wall Street Journal, GLM-5.2 raggiunge prestazioni comparabili a Mythos nell’identificazione delle vulnerabilità software. Il dato non segnala un sorpasso generale dei laboratori cinesi nel campo dell’AI, ma indica un progresso concreto in una disciplina altamente specializzata e strategicamente sensibile.