Intanto alcuni ricercatori canadesi hanno sviluppato un virus potenziato con l'AI e capace di adattare la propria strategia per infettare dispositivi diversi fra di loro: «Il problema sono anche i modelli più piccoli»
Al momento del lancio, qualcuno aveva notato (e storto il naso) che Claude Mythos — il modello di intelligenza artificiale targato Anthropic, capace di scovare vulnerabilità di sistema passate sotto silenzio anche per decenni — era stato proposto solo ad aziende americane e britanniche. L'Unione europea e il resto del mondo sono rimati ai margini di questa novità in materia di cybersicurezza, in attesa che il Project Glasswing — cioè il consorzio di alcune aziende selezionate a cui è stato garantito l'accesso in anteprima a Mythos — venisse aperto a più organizzazioni. Quel momento è arrivato. In un post sul proprio blog ufficiale, Anthropic ha annunciato di essere pronta a «estendere la partnership a circa 150 nuove organizzazioni», aggiungendo che «ognuna dovrà incontrare i requisiti di sicurezza prima di ottenere accesso».
L'azienda condotta da Dario Amodei non ha ancora nominato esplicitamente le aziende che saranno coinvolte, ma si è limitata a dire che i settori di appartenenza spaziano dalla gestione dell'energia al settore sanitario, dalle comunicazioni all'harware. Non si sa ancora neppure dove si trovano le aziende coinvolte, ma solo che si tratta di «più di 15 Paesi». Un'anteprima arriva comunque dal Financial Times. Secondo alcune fonti riservate del giornale, fra Paesi candidati a ricevere l'accesso a Claude Mythos ci sarebbe per la prima volta anche l'Italia (anche se ancora non si sa se si tratta di aziende o di organizzazioni governative). Oltre ai Paesi rimanenti delle cosiddette «Cinque occhi» — Usa, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda, che costituiscono un'alleanza di intelligence e sicurezza globale —, ma anche Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Svezia, India, Giappone e Corea del Sud.













