Caricamento player
Fino a pochi mesi fa, il settore dell’intelligenza artificiale statunitense sembrava avere un netto vantaggio su qualsiasi concorrente. Aziende come OpenAI, Microsoft e Anthropic avevano sviluppato i modelli linguistici (o LLM) più avanzati e potenti del mondo (primo fra tutti ChatGPT) innescando una serie di investimenti molto ambiziosi nel campo delle AI.
A gennaio, però, un’azienda cinese fino allora poco nota, DeepSeek, rese disponibile online un nuovo modello dalle prestazioni comparabili ai migliori prodotti statunitensi ma dai costi molto più bassi. Nei mesi successivi, altri servizi simili provenienti dalla Cina, come Qwen di Alibaba Cloud o Doubao di ByteDance (la società proprietaria di TikTok), hanno dimostrato che il settore delle AI cinese non solo si è sviluppato molto velocemente, ma può competere con quello statunitense. Addirittura la rivista Foreign Affairs ha pubblicato un articolo secondo il quale, nel settore delle AI, gli Stati Uniti dovrebbero «prepararsi ad arrivare secondi».
Gli ottimi risultati delle aziende cinesi sono sorprendenti anche perché, a partire dal 2022, prima l’amministrazione di Joe Biden e poi quella di Donald Trump hanno vietato la vendita in Cina dei chip di produzione nazionale più avanzati, necessari per lo sviluppo di queste tecnologie. L’azienda più colpita da questi provvedimenti è stata senz’altro Nvidia, i cui chip sono un’avanguardia mondiale nel settore e hanno portato all’enorme crescita in borsa registrata dall’azienda negli ultimi anni.






