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Ultimo aggiornamento: 8:58

Lo scorso ottobre, in occasione di una riunione dell’APEC (Asia Pacific Economic Cooperation), il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping ha rilanciato la proposta di creare la World Artificial Intelligence Cooperation Organization (WAICO), un organo internazionale in grado di regolare il settore dell’intelligenza artificiale. Non sono ancora noti i dettagli della proposta, ma secondo i cinesi l’organizzazione dovrebbe essere stabilita a Shangai e focalizzarsi in primis sullo sviluppo delle tecnologie digitali nei Paesi del sud del mondo.

Il settore dell’IA manca attualmente di un vero framework di leggi internazionali ed è caratterizzato dalla presenza di diversi sistemi regionali spesso in contrasto tra loro. In particolare la proposta cinese si pone in netto contrasto con il modello di sviluppo dell’IA promosso dagli Stati Uniti, sia a livello interno che internazionale, il quale prevede una pressoché totale deregolamentazione. Ciò è dovuto all’influenza che le big tech americane esercitano su Washington, sostenendo che un settore deregolamentato permette loro di essere più competitive.

La Cina al contrario regola pesantemente le proprie imprese, ma queste ultime possono contare su ingenti investimenti statali, sulla stabilità garantita dalla pianificazione governativa e su costi di produzione più bassi di quelli americani. L’Unione Europea, dal canto suo, ha recentemente adottato un framework legislativo regionale, lo European Artificial Intelligence Act (AI act) che mira a proteggere i dati personali classificando le aziende e i prodotti AI per livello di pericolo e assegnando ad ogni livello diversi tipi di regolamentazione.