HomeCronacaCos’è lo scudo legale e come funziona: il caso degli agenti di Bologna e per chi è previstoLa misura fa parte del decreto sicurezza approvato in via definitiva lo scorso aprile. Un primo caso di applicazione si è avuto a inizio luglio a TeramoIl presidio per la morte di Abderrahim Fakir a Bologna (Dire)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 luglio 2026 – Il caso della morte di Abderrahim Fakir a Bologna ha acceso i riflettori su una delle misure del decreto sicurezza, che ha ricevuto il via libera definitivo dalla Camera lo scorso aprile dopo essere stato approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio. Si tratta del cosiddetto "scudo" in base al quale chi commette un reato con "causa di giustificazione" non è più automaticamente indagato, ma iscritto in un registro ad hoc. Questo vale non solo per le forze dell'ordine, ma per tutti i cittadini. Cosa che oggi lo stesso ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha tenuto a sottolineare, spiegando che più che di “scudo penale” si può parlare di “scudo processuale”. Ma cos’è dunque questo “scudo” e come funziona?
Il Modello 45-bis
Il decreto sicurezza ha previsto l'istituzione del Modello 45-bis, un nuovo registro delle Procure italiane, utilizzato dai pubblici ministeri per annotare i fatti di reato commessi in evidente presenza di cause di giustificazione (come legittima difesa o uso legittimo delle armi). L'articolo 12 ha introdotto un nuovo comma nel corpo dell'articolo 335 codice di procedura penale, prevedendo che il nome dell'autore di un fatto che "appare evidente" essere stato commesso in presenza di una causa di giustificazione, non sia più iscritto automaticamente nei registri esistenti, ma annotato in un modello ad hoc, all'interno del quale è oggetto non di iscrizione, ma di una "annotazione preliminare".










