Sei nomi, nessun indagato. È il bilancio, sulla carta, dell’inchiesta aperta dalla Procura di Bologna sulla morte di Abderahhim Fakir, 43 anni, deceduto domenica 19 luglio in via Svevo, al Pilastro, durante un intervento della polizia. I due agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e i quattro sanitari del 118 intervenuti sono stati iscritti non nel registro degli indagati, ma nel modello 45-bis, il nuovo registro delle annotazioni preliminari introdotto dal decreto Sicurezza dello scorso febbraio (diventato legge in aprile).

Il procuratore Paolo Guido, con il pm Domenico Ambrosino, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma senza formalizzare la posizione di alcuno: gli accertamenti, spiega la Procura, riguarderanno «l’intero sviluppo dei fatti», più esteso rispetto al video circolato online.

Il primo “caso nazionale”

È la prima applicazione della norma su un caso di rilievo nazionale, dopo un precedente di inizio luglio a Teramo: lì il sostituto procuratore Elisabetta Labanti aveva scelto lo stesso strumento per il carabiniere alla guida del suv che, durante un inseguimento, si era scontrato con lo scooter di Massimo Ciarelli, poi morto per le lesioni riportate. Anche in quel caso nessuna iscrizione per omicidio stradale, ma un’annotazione separata.