20 Luglio 2026 – Lettura: 2 minuti
Nessun indagato, ma sei persone iscritte nel registro delle annotazioni preliminari. Si tratta di due poliziotti e quattro operatori sanitari. I pm: «Fatti più estesi rispetto al video diffuso in rete».
Per chiarire quanto è accaduto a Bologna domenica 19 luglio, quando il 43enne Abderahhim Fakir è morto durante un fermo di Polizia, la procura ha iscritto un procedimento nell’apposito registro modello 45 bis nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento. Si tratta, in particolare, di due poliziotti e quattro operatori dell’ambulanza. Non ci sono indagati, dunque, ma si tratta dell’applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione. Sarebbe la prima volta. Si procede per il reato di omicidio colposo.
I pm: «Fatti sono più estesi rispetto al video diffuso in rete»
Gli accertamenti della procura «terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti, di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario». Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, «saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti».










