Gli accertamenti che la Procura di Bologna ha avviato sulla morte di Abderrahim Fakir «terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest’ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario». Nel contesto dell’iscrizione nel registro per le annotazioni preliminari, previsto dalle nuove norme del decreto sicurezza, «saranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico-legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti».Per chiarire le circostanze e le cause della morte di Abderahhim Fakir, avvenuta ieri in via Svevo a Bologna durante un intervento della polizia, la Procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento nell’apposito registro modello 45 bis, «nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento». Non ci sono indagati, dunque, ma si tratta dell’applicazione della nuova norma sul registro, separato, destinato alle annotazioni preliminari, dove vengono iscritti i nomi di soggetti cui viene attribuito un fatto di reato commesso in presenza di una causa di giustificazione. Sarebbe la prima volta