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La morte di Abderrahim Fakir durante un intervento della polizia a Bologna ha portato al centro del dibattito pubblico l’applicazione in concreto della norma definita “scudo penale”.
Il caso offre quindi l’occasione per chiarire che cosa preveda la nuova disciplina, perché sia stata definita uno “scudo”, quale sia la posizione processuale degli agenti e dei soccorritori della Croce Rossa e quali condizioni debbano ricorrere affinché l’uso della forza da parte degli agenti sia considerato legittimo.
Va preliminarmente precisato che quello di Bologna non è il primo caso in cui viene in rilievo lo “scudo”. Un precedente si era verificato a Teramo qualche settimana fa: una persona era morta dopo che lo scooter sul quale viaggiava si era scontrato con un’auto dei carabinieri, al termine di un inseguimento iniziato quando il mezzo non si era fermato a un posto di controllo. Nell’ambito del procedimento per omicidio stradale, la Procura ha annotato il militare alla guida del mezzo nell’apposito registro previsto dalla recente normativa.
I fatti










