La misura prevista dal decreto Sicurezza per evitare gogna e stipendio sospeso
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"Non chiamatelo scudo penale, è una misura di buon senso". I due agenti coinvolti nella morte accidentale di Abdelrahim Fakir al quartiere Pilastro di Bologna sono stati iscritti in un registro ad hoc, come ha deciso il procuratore Paolo Guido che coordina le indagini del pm Domenico Ambrosino. Si tratta del "modello 45-bis", ovvero un registro utilizzato dalle Procure per annotare fatti di reato commessi con "causa di giustificazione" come legittima difesa o uso legittimo delle armi, in ossequio alla misura prevista dall'ultimo decreto Sicurezza approvato da Palazzo Chigi il 5 febbraio scorso e dal Parlamento a fine aprile che introduce (non solo per le forze di polizia, ma per tutti i cittadini) il nuovo comma nel corpo dell'articolo 335 del Codice di procedura penale e garantisce un rimborso alle spese legali degli agenti."Quando si perde una vita perdiamo tutti, il nostro primo pensiero va al dolore della famiglia - sottolinea Felice Romano del Siulp - siamo assolutamente certi della correttezza dell'operato dei colleghi, che hanno operato con professionalità e proporzionalità. Pur avendo il taser hanno utilizzato solo spray al capsicum". "Farik aveva un curriculum criminale di primo piano", ricorda il leader Coisp Domenico Pianese, dai numerosi precedenti per detenzione di stupefacenti sin da quando era un minore agli arresti per traffico di droga, resistenza a pubblico ufficiale lesioni personali".Il reato ipotizzato (omicidio colposo, secondo la Procura di Bologna) non è oggetto di iscrizione, ma di una "annotazione preliminare". L'annotazione dura 30 giorni (estendibili fino a 120), durante i quali il pm dovrà decidere se archiviare o meno. "L'iscrizione nel registro degli indagati avrebbe comportato importanti conseguenze negative come il blocco del percorso di carriera - spiega al Giornale Stefano Paoloni del Sap - se dovessero emergere eventuali responsabilità si procederà con il procedimento penale dando le giuste garanzie a chi serve il Paese tutti giorni".La vicenda del Pilastro è uno dei primi casi di applicazione di questa norma, già applicata per il carabiniere coinvolto a Teramo nell'inseguimento fatale dello scooter guidato da Massimo Ciarelli, su cui indaga la Procura di Pescara. Il sostituto procuratore di Teramo Elisabetta Labanti non l'ha iscritto per omicidio stradale ma ha usato appunto il "modello 45bis". "Basta con l'ennesimo linciaggio, cos'altro avrebbero dovuto fare quei due poliziotti?", chiede il Sim carabinieri ai tanti "professori da salotto che stanno crocifiggendo chi ha risposto alla richiesta di aiuto di cittadini esasperati".










