Già la sveglia è un trauma, se ci si mette anche il primo caffè della mattina allora la giornata rischia di prendere una brutta, bruttissima, piega. Comodità vs economia, ecco di fronte a cosa ci ha messo la recente diatriba sul costo del caffè in capsule confrontato con quello in grani. Senza cedere il passo a preferenze, o abitudini difficili da abbandonare, proviamo a fare un rapido conto. Inevitabilmente la prima decisione da prendere è sul metodo di estrazione del caffè che si ha in casa: moka, macchinetta a cialde o capsule? Il costo della tazzina varia, il polverone è già alto. Ma quanto? Il Gusto ha consultato il sito di spesa online di una nota catena di grande distribuzione organizzata per osservare la forbice di spesa.

Per il caffè macinato il prezzo al chilo, nonostante le confezioni siano più piccole, oscilla tra 15,56 e 33,98 euro, mentre per le cialde si va da 35,63 a 85.79 (fonte Gros online). Prima e necessaria osservazione: per le capsule il prezzo più utile da tenere a mente è quello unitario, mentre per la moka ci si deve basare sul peso di polvere da allocare nel filtro. Confezione da 10 pezzi, 10 caffè, 4,89 euro: in buona sostanza 50 centesimi a caffè. Per una moka da una persona tra 5 e 8 grammi sono necessari, e con una semplice proporzione siamo arrivati a 24 centesimi a caffè da moka (calcolando 7 grammi di polvere nel filtro). Indubbiamente c’è di mezzo la comodità, che ha il suo valore e si paga, ma se siamo qui è per parlare di piacere, di gusto e di aroma nel suo complesso.