Troppi interrogativi aperti sul caso arbitri: urge una riflessione. Perché tanto silenzio su Butti, Viglione e dintorni?
a
Il calcio italiano si prepara a ripartire con una nuova stagione, ma alcuni nodi della governance arbitrale e organizzativa continuano a sollevare pesantissimi interrogativi. Dopo l’inchiesta della Procura di Milano della primavera 2026, che ha coinvolto figure come l’ex designatore Gianluca Rocchi e altri addetti ai lavori, il dibattito pubblico sembra essersi rapidamente spento? O meglio: è giustamente acceso sui social, dove i tifosi ne discutono, ma la spina è stata staccata dai grandi media. Per questo Il Tempo ha deciso di rompere il silenzio.
Al centro delle attenzioni ci sono state le intercettazioni che hanno riguardato, tra gli altri, Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. Rocchi, in alcune conversazioni, lo ha definito in termini di tifoso, interpretando certi suoi commenti come battute legate alla passione per l’Inter. Butti è stato ascoltato come persona informata dei fatti, in un contesto di audizioni che hanno toccato anche designazioni e rapporti tra Lega e AIA. L’inchiesta si è poi conclusa con archiviazioni, senza riscontrare un «sistema strutturato» di interferenze penalmente rilevanti?













