Non c'è pace per l'Associazione italiana arbitri. In una stagione segnata dall'inchiesta per le partite pilotate attraverso le "bussate" alla sala Var di Lissone e dall'inibizione di 13 mesi per il presidente Antonio Zappi si aggiunge ora un nuovo caso. Protagonisti sono i voti assegnati dagli osservatori ai fischietti durante l'ultima giornata, punteggi che determinano conferme o dismissioni fine stagione. Ma andiamo con ordine.Tutto parte da un esposto inviato dal presidente della Sezione Aia dell'Aquila Guido Alfonsi alla Procura Federale e al pubblico ministero Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta alla Procura di Milano che vede tra gli indagati l'ex designatore Gianluca Rocchi. Alfonsi mette in luce alcune anomalie nella dismissione dalla Can A-B dell'arbitro aquilano Federico Dionisi. La prima conseguenza è stata l'apertura di un fascicolo da parte della procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chiné.Che cosa è successo?Alfonsi contesta presunte irregolarità nella designazione degli osservatori, uomini Aia inviati sui campi di A e B per valutare la prestazione degli arbitri: sulla base di quelle indicazioni, a fine stagione la classifica di merito determina la conferma o la dismissione di un direttore di gara dai ruoli tecnici. In particolare chiede di verificare i motivi di un cambio di osservatore per Lazio-Pisa, gara arbitrata da Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno. Il presidente dei fischietti aquilani segnala che per Lazio-Pisa in tribuna ci sarebbe dovuto essere l’osservatore di Verona Andrea Antonelli, poi mandato a Napoli-Udinese. Percorso inverso per Sandro Rossomando, inizialmente destinato al Maradona. L'osservatore di Aprilia ha valutato Ferrieri Caputi in Lazio-Pisa con 8.40, punteggio insufficiente, che avrebbe fatto uscire Ferrieri Caputi dalle prime 25 posizioni della classifica stagionale. Questo declassamento, secondo Alfonsi, avrebbe portato alla dismissione di Dionisi. Il voto assegnato al fischietto livornese potrebbe però aver innescato un domino, incidendo anche sulla conferma di Antonio Rapuano.Come funzionano le dismissioni? Ogni anno l'Aia dismette cinque arbitri. Alla fine di questa stagione sono tre fischietti - Rosario Abisso, Marco Piccinini e Ivano Pezzuto - con oltre 10 anni di permanenza in Can fuori dai primi 25 (solo se si è nella top 25 si può arbitrare oltre i 10 anni). Gli altri due dismessi, come riporta "La Gazzetta dello Sport", sono gli ultimi in graduatoria: il 41esimo (Federico Dionisi) e il 42esimo (Luca Massimi).Se Ferrieri Caputi avesse preso un voto più alto all’ultima giornata, sarebbe stata venticinquesima e avrebbe escluso Rapuano fuori dalla top 25. Il fischietto di Rimini, in Can dalla stagione 2015-16, l'anno prossimo non avrebbe dunque potuto arbitrare e si sarebbe aggiunto agli altri dismessi per limite di permanenza nel ruolo. Massimi, ultimo in graduatoria, sarebbe dunque stato il quinto dismesso e Dionisi si sarebbe salvato. La palla passa ora al procuratore Chiné, che valuterà come procedere anche sulla base delle testimonianze che raccoglierà dai diretti interessati. Tra questi ci sarà con tutta probabilità anche il designatore ad interim Dino Tommasi, chiamato a gestire un'altra situazione delicata.