Il format di FIGC e AIA nato per spiegare le decisioni arbitrali potrebbe cambiare o chiudere: l’inchiesta e le intercettazioni aprono una riflessione sulla trasparenza.

La trasmissione in onda su DAZN rischia di chiudere o di essere modificata dopo il caso arbitri.

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Le intercettazioni portate alla luce dalla Procura di Milano nell'inchiesta su Gianluca Rocchi e le designazioni arbitrali cambiano anche il futuro di Open VAR. Il format realizzato in da DAZN, in collaborazione con AIA e FIGC può già chiudere. Non è certo una novità, considerato che lo stesso ex presidente federale, Gabriele Gravina, si mostrò fortemente perplesso sugli effetti di una trasmissione pensata per aumentare la trasparenza ma ha creato un "clima insopportabile" intorno agli arbitri. "Apriremo una riflessione su pro e contro con l’Aia su questo per la prossima stagione", disse a marzo scorso l'ex numero uno del calcio italiano. Anziché svelenire il clima, le polemiche sono aumentate. E il ciclone che ha investito successivamente l'ex selezionatore dei fischietti ha solo peggiorato la situazione nonostante l'inchiesta penale sia prossima all'archiviazione.

Tra i brogliacci e le registrazioni finiti sul tavolo degli inquirenti ce ne sono alcuni che fanno riferimento alla trasmissione in onda al termine di ogni giornata di campionato con l'intento di spiegare le decisioni arbitrali e mostrare gli audio tra campo e sala VAR. "Gli ho detto che gli episodi li decide Rocchi, non la conduttrice…" è una delle frasi captate al riguardo che testimoniano come le pressioni si spingessero ben oltre l'aspetto puramente sportivo ma puntassero anche su un altro aspetto molto importante a corredo del momento agonistico: la comunicazione sulla scelta e sull'interpretazione degli episodi più controversi da mandare in onda. Le intercettazioni su Open VAR: "Ma potrò decidere io cosa mandare su una corsa scudetto, no?" Il tema della gestione degli episodi destinati a Open VAR è uno dei passaggi dell'inchiesta della Procura di Milano. Tra gli elementi ci sono anche alcune conversazioni relative alla gestione degli episodi destinati a essere analizzati durante la trasmissione. Il ‘casus belli' è riferito a Inter-Roma, partita nella quale i nerazzurri avevano protestato duramente per un calcio di rigore non concesso dopo un contatto tra Ndicka e Bisseck. Nel dialogo intercettato tra Gianluca Rocchi e Gianluca Pinzani (all'epoca incaricato della FIGC per la gestione dei rapporti tra AIA e club) viene affrontato anche il tema delle richieste arrivate dall'esterno e della scelta degli episodi da mandare in onda.