Quattro congressisti democratici americani, di ritorno da un viaggio a Cuba, hanno affermato che l’espressione “Gaza silenziosa” può essere usata per descrivere gli effetti sui civili del blocco energetico imposto dall’amministrazione Trump dagli inizi di gennaio. Le persone – affermano – non riescono più a vivere normalmente: non possono andare al lavoro, conservare i cibi né accedere a forniture mediche. Hanno inoltre annunciato nuove iniziative legislative per ridurre gli effetti umanitari delle misure e impedire eventuali operazioni militari senza l’autorizzazione del Congresso. D’altronde, nelle ultime settimane, le dichiarazioni dell’amministrazione Trump che descrivono Cuba come una minaccia alla sicurezza nazionale sono tornate all’ordine del giorno.
La Casa Bianca accusa Cuba di ospitare strutture militari e d’intelligence di Paesi ostili a Washington, pur senza fornire prove, e di rappresentare una minaccia transnazionale. Intervenendo alla conferenza sulla “rinascita del terrorismo politico”, Marco Rubio ha definito il marxismo e il comunismo una minaccia ai valori e alla sicurezza dell’Occidente. Le parole di Rubio inquadrano il confronto con Cuba oltre gli interessi strategici. Se il comunismo è considerato una minaccia in sé, la Cuba castrista ne rappresenta il principale avamposto nell’emisfero occidentale e un cambio di regime assume anche un significato ideologico, diventando uno strumento della lotta politica negli Stati Uniti.










