ROMA – Nel giro di pochi giorni, tre navi, tre porti e tre carichi umanitari destinati a Cuba sono rimasti bloccati: trasportavano latte in polvere per neonati, ventilatori polmonari, letti ospedalieri, medicinali e milioni di dispositivi sanitari destinati agli ospedali. Let Cuba Breathe - la Campagna che da mesi denuncia le condizioni in cui sono costretti a sopravvivere 11 milioni di cubani - spiega come non si tratti di episodi isolati: questa è l’ennesima manifestazione della volontà di Trump di voler soffocare la popolazione civile di Cuba, con un meccanismo che si fonda su l'inasprimento delle cosiddette “sanzioni secondarie” statunitensi – che si traducono in minacce di chiusura di ogni relazione commerciale con le aziende di trasporto che viaggiano verso l’isola – e che sta progressivamente paralizzando ogni canale di approvvigionamento.
Quel carico di latte in polvere bloccato dal 13 luglio. Una prima nave è rimasta in rada davanti al porto di Mariel - principale porto de L’Avana - dallo scorso 13 luglio con un carico raccolto in Europa dalla campagna Let Cuba Breathe. A bordo 200 confezioni di latte in polvere, centinaia di confezioni di alimenti, letti ospedalieri, ventilatori polmonari, apparecchi per anestesia e un monitor-defibrillatore destinati a strutture sanitarie e famiglie cubane. Lo sbarco non è mai avvenuto date le possibili ritorsioni che possono colpire la compagnia di trasporti per la scelta di attraccare sull’isola.







