ASSISI - Anche ad Assisi sono stati ricordati i 34 anni dalla strage di via d’Amelio. "Ricordare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, significa onorare il senso più alto del dovere" ha sottolineato il sindaco Valter Stoppini in occasione dei due momenti che si sono svolti a Palazzo di Assisi, nel piazzale “Vittime delle Stragi di Capaci e via D’Amelio“ e poi a Rivotorto nel piazzale che porta il nome di “Falcone e Borsellino, magistrati vittime delle mafie“.
Vi hanno preso parte rappresentanti dell’amministrazione municipale, il Gonfalone della Città, oltre ad autorità militari e civili. Momenti di grande emozione, segnati dalla presenza di Tommaso Catalano, fratello di Agostino, capo scorta del Giudice Borsellino, accompagnato dalla consorte Maria. "La presenza di Tommaso ci unisce ancora di più a quel dolore, ma ci dà anche la forza di continuare a parlare di legalità e giustizia alle nuove generazioni – ha aggiunto Stoppini –. Le mafie si sconfiggono anche rifiutando l’indifferenza. Il mio grazie va a tutti gli operatori delle forze dell’ordine che sul nostro territorio lavorano con spirito di servizio".














