Falcone e Paolo Borsellino sono stati, scrive Mattarella, “testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia”, capaci di lasciare “un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia” . Nel suo messaggio ha unito ai nomi di Capaci anche quelli di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, vittime della stessa strategia mafiosa.Anche la premier Giorgia Meloni ha affidato il suo ricordo ai social, definendo Capaci una “dolorosa pagina della nostra Storia”. Ricordarla, scrive la premier, “significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato”. Per Meloni, la Giornata nazionale della Legalità serve non solo a commemorare le vittime di tutte le mafie, ma soprattutto a trasmettere ai giovani “l’importanza della legalità e dell’impegno civile”, perché “è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza”. Sulla stessa linea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di un “patto tra generazioni” da rinnovare ogni giorno, e il presidente della Camera Lorenzo Fontana, secondo cui la memoria di Capaci continua a richiamare “responsabilità e coraggio” contro ogni forma di minaccia mafiosa. Spazio anche al ricordo del ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini”, ha concluso.