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A Palermo le celebrazioni in memoria del magistrato e ai cinque agenti della scorta uccisi nell'attentato del 19 luglio 1992. Polemica tra il fratello di Borsellino e Meloni

Le 16 e 58. L'ora in cui, 34 anni fa, via D'Amelio, a Palermo, diventò il luogo di una delle stragi più drammatiche della storia italiana. Oggi il Paese ricorda Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta uccisi in quel 19 luglio del 1992: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. In via D'Amelio esplose un'autobomba carica di tritolo. Erano trascorsi appena 57 giorni dalla strage di Capaci.

Lo scontro politico

In tutta Italia si tengono commemorazioni e iniziative dedicate alla legalità e alla lotta contro le mafie. Ma l'anniversario è segnato anche dallo scontro politico. "Giù le mani da mio fratello", dice Salvatore Borsellino rivolgendosi a Giorgia Meloni. Le contesta di richiamarsi alla figura del magistrato mentre il governo starebbe indebolendo gli strumenti costruiti dopo le stragi per combattere Cosa Nostra: dal carcere duro all'ergastolo ostativo, fino alle intercettazioni e alle norme sui collaboratori di giustizia.