A distanza di 34 anni dalla strage di via D’Amelio, la memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta continua a rappresentare un richiamo all’impegno civile e istituzionale contro la criminalità organizzata. A ricordare il valore del sacrificio del magistrato e degli agenti uccisi il 19 luglio 1992 è stato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. “Il coraggioso sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – continua a parlare alle coscienze di ciascuno di noi”, ha dichiarato il governatore calabrese.

Occhiuto ha sottolineato il significato della ricorrenza per l’intera comunità regionale: “La Calabria rende omaggio a chi ha dato la vita per difendere lo Stato e rinnova il proprio impegno contro ogni forma di criminalità organizzata, nel nome di chi ha creduto fino all’ultimo nella forza delle istituzioni”. Il ricordo di Borsellino e della sua scorta diventa così un momento per riaffermare il valore della legalità, della responsabilità collettiva e della lotta alle mafie, mantenendo viva la testimonianza di chi ha scelto di servire lo Stato fino alle estreme conseguenze.