Da Open AI ad Anthropic, i giganti Usa dell'IA stanno moltiplicando gli appelli per una regolamentazione del settore. Arrivando perfino a chiedere che sia il governo a diventare un partner societario, pur di garantire che il primato rimanga in mani americane. L'idea potrebbe essere buona. Peccato che la ragione principale sia rafforzare il controllo oligopolistico di Altman, Amodei e - pochi - soci, insidiato sempre più da vicino dalla concorrenza cinese. Trasformando uno scontro commerciale in una guerra geopolitica. Gli ultimi dati confermano che, ormai, non si tratta soltanto di due modelli alternativi, come descritto recentemente su queste colonne: quello Usa verticistico e chiuso, ma più potente; l'altro aperto e sempre più diffuso. La novità è che le aziende cinesi stanno recuperando anche sul fronte della potenza e velocità. Come ha riportato Axios, il Ceo di Anthropic, Dario Amodei, «aveva dichiarato a maggio che la Cina rimaneva da sei a dodici mesi indietro rispetto agli Stati Uniti per quanto riguarda le capacità informatiche più pericolose. Dieci settimane dopo,la cinese Moonshot ha rilasciato un modello in grado di competere con Fable di Anthropic e GPT-5.6 di OpenAI nei principali benchmark», dimostrando quanto rapidamente possa ridursi qualsiasi vantaggio americano.