Mentre nella Silicon Valley si discute se rallentare, Pechino finora non ha dato alcun segnale in questa direzione.
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Più di 1.100 dipendenti di alcune delle più potenti società di IA al mondo hanno firmato una petizione chiedendo al governo degli Stati Uniti di contribuire a "regolare il ritmo" del settore, dopo la scioccante rivelazione della settimana scorsa che un modello di OpenAI aveva violato autonomamente i server della piattaforma rivale Hugging Face per barare in una valutazione.
È uno scenario sorprendente: alcune tra le aziende più competitive della Silicon Valley che chiedono di essere messe sotto controllo.
Ma la domanda più interessante potrebbe non essere se Washington ascolterà, bensì se lo farà Pechino, soprattutto ora che i modelli d’avanguardia cinesi hanno prestazioni quasi pari a quelli americani e occidentali, e vengono proposti anche come alternative open source e a pesi aperti.










