di Andrea Pasinidomenica 19 luglio 2026Paolo Borsellino 3' di letturaCi sono uomini che attraversano la storia. E poi ci sono uomini che diventano la storia. Paolo Borsellino appartiene a questa seconda categoria. Non fu soltanto un magistrato. Fu un uomo libero. Un servitore dello Stato che scelse, ogni giorno della sua vita, di stare dalla parte della giustizia, pur sapendo che quella scelta avrebbe potuto costargli tutto.Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, la mafia non assassinò soltanto un giudice e gli agenti della sua scorta. Tentò di spegnere la speranza di un intero Paese. Tentò di convincere gli italiani che il male fosse più forte del bene, che la paura potesse prevalere sul coraggio, che il silenzio fosse più comodo della verità.Si sbagliava. Perché Paolo Borsellino continua a vivere. Vive nelle coscienze di chi non si piega davanti all’illegalità, nelle mani di chi lavora con onestà, negli occhi di chi ogni giorno sceglie il rispetto delle regole, la dignità e la giustizia. Oggi non ricordiamo soltanto l’anniversario della sua scomparsa. Oggi diciamo grazie. Grazie, dottor Paolo Borsellino. Grazie per averci insegnato che servire lo Stato non è un mestiere, ma una missione. Grazie per aver dimostrato che la schiena dritta vale più di qualsiasi privilegio e che la verità merita di essere difesa anche quando il prezzo da pagare è altissimo. Grazie perché il suo esempio continua a illuminare il cammino di chi crede in un’Italia più giusta, più libera e più forte della criminalità. La mafia fa schifo. E sono onorato nel dirlo, tutte le mafie fanno schifo. Fanno schifo perché seminano morte, paura e dolore. Fanno schifo perché rubano il futuro alle famiglie, soffocano i sogni delle nuove generazioni, alimentano il ricatto e l’omertà. La mafia non è forza, ma vigliaccheria. Non è rispetto, ma sopraffazione. Non è onore, ma vergogna. È il volto più vile della violenza contro la libertà.Ed è proprio per questo che ogni ragazza e ogni ragazzo devono crescere con una certezza nel cuore e nella coscienza: sapere da che parte stare. Dalla parte dello Stato. Dalla parte della legalità. Dalla parte delle istituzioni sane, di quelle donne e di quegli uomini che ogni giorno servono il Paese con onestà, coraggio e senso del dovere. Mai dalla parte della mafia, che semina paura, morte e ingiustizia.Paolo Borsellino ci ha insegnato che la libertà non è un dono scontato, ma una conquista quotidiana che va difesa con il coraggio delle proprie scelte. Per questo il suo esempio deve diventare una guida per le nuove generazioni: ragazze e ragazzi capaci di camminare sempre a testa alta, con la schiena dritta, nel rispetto delle regole, della giustizia e della dignità umana. L’eredità che ci ha lasciato non è fatta soltanto di sentenze o di processi. È un patrimonio morale che appartiene a tutti noi. Un invito a non essere mai indifferenti, a non voltare lo sguardo davanti all’ingiustizia, a comprendere che la legalità non è una parola da pronunciare soltanto nelle commemorazioni, ma una scelta da vivere ogni giorno.Il modo migliore per ricordare Paolo Borsellino non è soltanto deporre un fiore o osservare un minuto di silenzio. È vivere da cittadini onesti. È educare i nostri figli al rispetto delle regole. È denunciare ogni forma di illegalità. È scegliere sempre la strada più difficile quando è quella giusta. Oggi, nel giorno del suo sacrificio, l’Italia si inchina davanti a uno dei suoi figli migliori. Un uomo che ha servito lo Stato con coraggio, umiltà e amore, fino all’ultimo istante della sua vita. Perché gli uomini come Paolo Borsellino non muoiono mai. Vivono nei valori che hanno difeso. Vivono nelle coscienze che continuano a ispirare. Vivono in ogni ragazza e in ogni ragazzo che scelgono la legalità invece dell’omertà, il coraggio invece della paura, lo Stato invece della mafia. Grazie, dottor Paolo Borsellino.Il suo esempio resterà per sempre un faro per l’Italia. E finché ci saranno cittadini con la schiena dritta, capaci di scegliere il bene comune, il suo sacrificio non sarà stato vano. Perché la mafia può uccidere degli uomini, ma non riuscirà mai a spegnere le idee. E le idee di Paolo Borsellino continueranno a camminare sulle gambe delle nuove generazioni, rendendo l’Italia ogni giorno un Paese più libero, più giusto e più degno della sua memoria.