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21 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:34 del 21 Luglio
I bambini che sanno chi è Paolo Borsellino e cosa è accaduto il 19 luglio 1992 lo conoscono grazie a tanti ma non ai libri di scuola. A lavorare instancabilmente affinché la storia di via D’Amelio non diventi una riga del sussidiario di storia sono i familiari in primis (i figli Fiammetta, Manfredi e Lucia; la sorella Rita; il fratello Salvatore); l’associazione Libera e tutta la costellazione attorno ad essa; i tanti scrittori e giornalisti che in questi anni si sono spesi per fare memoria; una minoranza di insegnanti e dirigenti che fanno lezioni di vita e non i venditori a chili di nozioni.
Prendete in mano, tuttavia, un qualsiasi libro di geografia di quinta primaria. Andate alle due pagine dedicate alla Sicilia. Leggetele: non ci metterete più di quattro minuti. Troverete la descrizione geografica: confini, fiumi, lagni, monti. Poi quella economica: il turismo, la pesca, i vigneti, gli agrumeti. Da qualche parte ci sarà scritto che è una regione autonoma. Ci saranno le principali città. In qualche spazio si parlerà dei templi di Agrigento e del fico d’india oppure delle cassatine ma non una parola su Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Men che meno il sostantivo mafia.






