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«Provare ad emulare un gigante a prezzo di qualsiasi sacrificio personale piuttosto che vivere una vita all’apparenza perfetta, ma all’ombra della mediocrità. Ed allora il dono più grande che Paolo Borsellino ci ha lasciato non è solo la sua biografia, ma la sua capacità di rendere possibile l’impossibile. Il nostro compito oggi dunque non è quello di essere la sua copia sbiadita, ma è quello di prendere il suo esempio e portarlo avanti nel nostro tempo con i nostri mezzi ma accettando le nostre imperfezioni». Così Lia Sava, procuratrice generale di Palermo, ricorda Paolo Borsellino, a pochi giorni dal XXXIV anniversario della strage di via D’Amelio, nel corso di un incontro al palazzo di giustizia di Palermo, alla presenza, tra gli altri anche di Lucia e Manfredi Borsellino. «Continuiamo a guardare a quel modello per ricordar i che la bellezza esiste, che la giustizia è una meta concreta e finchè avremo in mente Paolo Borsellino non saremo smarriti. Mi piace pensare che la mia generazione ancora una volta idealmente giura di mantenere il tatto il legame indissolubile con Paolo Borsellino che ci ha insegnato a non abbassare mai lo sguardo».












