Mangiando bene si indaga meglio? Probabilmente sì. Forse per questo nessuno ha ancora inventato un detective anoressico (smentitemi). David Rossi, il profiler delle serie Criminal Minds, ha un paio di intuizioni fondamentali mentre prepara gli spaghetti alla carbonara (è di origine italiana e ci tiene a dirlo). Dalla Londra vittoriana alla Sicilia di Vigàta, passando per Shanghai con Chen Cao, poeta e ispettore di polizia, il palato degli investigatori racconta carattere, ossessioni, geografia sentimentale e, spesso, il loro metodo. Dopo Sherlock Holmes il detective smette di essere una macchina deduttiva. Comincia ad avere gusti, debolezze, rituali.

Detective gourmet

Il capostipite degli investigatori gourmet è Nero Wolfe, creato da Rex Stout, ovvero “una cena ben riuscita vale quanto un caso risolto”. Obeso, sedentario, allergico alla fatica, ha una devozione religiosa per i piatti preparati dal cuoco Fritz. Anatre arrosto, foie gras, salsicce artigianali, tartufi, il menu occupa spesso più spazio dell’autopsia! Favolose le frittelle mattutine e le salsicce di mezzanotte (così la giornata è completa).

In realtà, tutti i poliziotti e commissari golosi sono figli e nipoti di Pepe Carvalho, che in certi momenti coincide con il suo creatore, Manuel Vázquez Montalbán. Cosa mangia? Il pasticcio di porri e brioche con midollo e foie gras e il salamino piccante al sidro vengono dall’Andalusia, mentre le lumache con granceola sono catalane, come gli spinaci con gamberi e vongole. Ed ecco due piatti made in Carvalho: il tonno lardellato, che prevede una doppia cottura del pesce rivestito di pancetta, prima fritto in padella e poi passato al forno, e il guazzetto di pesce alla Carvalho, con tranci di rana pescatrice e gamberoni.