Tra i meriti del giallo c’è quello di radicare un paesaggio nell’immaginario, e di far viaggiare, cosa che aggiunge fascino alle trame grazie alla percezione visiva dei luoghi. E si viaggia, con i gialli stranieri qui proposti, dal Giappone di Yokomizo Seishi alla Odessa di Ben Pastor, dal Canada di Louise Penny all’Inghilterra di Alan Bradley, dall’Australia di Jane Harper alla Buenos Aires di Pablo Maurette, dalla Zurigo di Martin Suter alla Provenza e Costa Azzurra di Pierre Martin, dalla Minneapolis di Jo Nesbø al Massachusetts di Amanda Cross.Yokomizo Seishi è stato maestro di enigmatici gialli in cui sullo sfondo di una natura calligrafica, secondo la tradizione nipponica, si agitano tante forze. È il 1955 e il riposo in un villaggio termale del trasandato ma infallibile detective Kindaichi Kosuke in Il detective Kindaichi e la filastrocca demoniaca (Sellerio, traduzione Francesco Vitucci) viene turbato da alcuni omicidi e da presenze inquietanti, che lo spingono a occuparsi di un omicidio accaduto vent’anni prima.Tredicesimo dei romanzi di Ben Pastor della serie con Martin von Bora, ufficiale della Wehrmacht, Lo specchio del pellegrino (Sellerio, trad. Luigi Sanvito) ci porta nel 1941 in un’Odessa cosmopolita, teatro dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica e delle operazioni degli squadroni della morte. Il maggiore Alt viene ucciso durante le sue ricerche sulle fosse comuni di un massacro e a indagare è von Bora, sensibile intellettuale che ha in odio gli orrori del nazismo.Tra i boschi del Canada, nel Québec, Louise Penny ambienta Rivelazione. Le indagini del commissario Armand Gamache (Einaudi, trad. Alessandra Montrucchio e Carla Palmieri) con il metodico commissario distolto dai riti quotidiani del villaggio di Three Pines per indagare su un cadavere senza identità all’interno di un bistrot, un omicidio apparentemente senza movente e che mette Gamache di fronte a segreti inconfessati e brutali verità.Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli (Sellerio, trad. Stefania Bertola) è il primo romanzo di Alan Bradley, da poco scomparso, della serie con l’undicenne inglese Flavia, che nell’estate del 1950 risolve i casi con l’aiuto della chimica praticata nel castello vittoriano di Buckshaw, nell’immaginario villaggio inglese di Bishop’s Lacey, dove abita con le due sorelle e il padre. Tra humour e situazioni comico-grottesche Flavia si mette in moto quando s’imbatte nel cadavere di un uomo nel campo di cetrioli sul retro del castello.Sono sempre affascinanti le atmosfere create da Jane Harper nei romanzi ambientati nell’outback o nelle campagne australiane, tra fattorie, pascoli e grandi spazi deserti, vite insoddisfatte e sogni inquieti. In Nessuno è per sempre (Bompiani, trad. Tommaso Varvello) Carralon è un luogo desolato a causa di una miniera inquinante. Lì era tornato Sam dopo cinque anni per il suo compleanno e per una ricerca sull’impatto della miniera sull’ambiente. Ma quella sera stessa Sam scompare e la sua famiglia ne esce distrutta. Un’assenza che la madre non ha mai accettato, e per questo continua a scavare nella vita e nei segreti di vicini e amici.Ci spostiamo in una Buenos Aires triste e decadente con Pablo Maurette che firma La Niña de Oro (Sellerio, trad. Gina Maneri), con protagonista la sostituta procuratrice Silvia Rey che entra nei tentacoli della città in cui niente è come sembra. A cominciare dal locale La Niña de Oro, frequentato dalla Rey, e il cui nome allude ad altre opache realtà. Come il delitto del professore Aníbal Doliner, studioso di teratologia, trovato morto in casa. Le sue ricerche sull’albinismo conducono la Rey negli ambienti della prostituzione maschile, tra false piste, ciarlatanerie magiche per coprire crimini e pigro procedere della giustizia.Due amanti della bellezza e dell’arte, Friedrich von Allmen e Adrian Weynfeldt, sono protagonisti di Allmen e il Signor Weynfeldt (Sellerio, trad. Alice Gardoncini) di Martin Suter. Personaggi che si ritrovano insieme nell’atmosfera ovattata di Zurigo tra dimore padronali, case d’asta e locali eleganti. Il raffinato ma spiantato Allmen, “detective dell’arte”, e Weynfeldt, collezionista ed esperto di case d’asta, entrambi disincantati di fronte a falsi e contraffazioni, indagano, tra riflessioni su opere d’arte e design, sulla scomparsa di un piccolo Picasso di proprietà di Weynfeldt, cosa che si complica quando spunta un cadavere.Si va in giro tra le bellezze di Provenza e Costa Azzurra con Pierre Martin e il suo Monsieur Le Comte e l’arte di uccidere (Neri Pozza, trad. Roberta Scaravelli), primo capitolo della serie con Lucien de Chacarasse, sicario suo malgrado quando, dall’idillio del suo ristorantino a Villefranche-sur-Mer, tra bouillabasse e ottimi vini, è richiamato dal padre in punto di morte per mettere in pratica, come i suoi antenati, «l’arte di uccidere» su commissione e dietro compenso.Lasciate le atmosfere raggelate del paesaggio norvegese, L’impronta del lupo di Jo Nesbø (Einaudi, trad. Eva Kampmann) è il suo primo libro ambientato negli Usa, a Minneapolis, dove l’omicidio di un mercante d’armi nel 2016 fa sospettare Tomas Gomez, un suo “tranquillo” vicino, che potrebbe essere il feroce Lobo, killer negli anni Novanta. A indagare, tra colpi di scena e dettagli inquietanti, il detective Bob Oz, una vita tra alcol, donne e dolorosi fantasmi del passato.È un omaggio alla letteratura Un delitto per James Joyce (Sellerio, trad. Giulia Niccolai) di Amanda Cross, promotrice del femminismo americano degli anni Sessanta. E dopo il primo dei gialli che ruotava su Freud, in questo la professoressa di Letteratura Kate Fansler, che si trova in una campagna del Massachusetts in casa del defunto editore di cui deve curare l’archivio, compreso un carteggio con Joyce, la fa diventare detective quando avviene l’omicidio di una contadina del luogo.
Giro del mondo coi gialli d’estate. Un “viaggio” tra le voci più interessanti
Dal Giappone del detective Kindaichi alla Odessa di Ben Pastor, dalla Buenos Aires di Pablo Maurette all’Inghilterra di Alan Bradley







