Piace sempre di più il giallo, forse perché, come ricorda Antonio Manzini, «quello che conta in un giallo è quel che racconti intorno al fatto criminoso». Il genere, infatti, intercetta gli umori di noi contemporanei, esplora il rapporto tra crimine e società, studia caratteri e legge ossessioni, mentre risolve gli enigmi. Ed eccone alcuni, tutti italiani e del 2026.Il giallo, si sa, ha il merito di “inventare” un paesaggio, e ci sono le Eolie in tre gialli di scrittori siciliani.Giuseppe Di Piazza in Giallo come lo zolfo (HarperCollins) porta nell’atmosfera selvaggia e semplice di una Vulcano degli anni Ottanta il suo personaggio, il giornalista di “nera” Leo Salinas, in vacanza con gli amici. La conoscenza con un giovane scozzese, Jamie McLoad, sposta la storia su un altro piano temporale, perché nel 1902 l’imprenditore Christopher Mc Load e bisnonno di Jamie vendeva l’isola di Vulcano di cui era proprietario. Un mistero che nell’inchiesta del giovane, si tinge di giallo come lo zolfo dell’isola.E dopo «Giallo Lipari», il giornalista messinese Francesco Musolino con Rosso Panarea (Edizioni E/O) si sposta con Giorgio Garbo a Panarea, dove viene ritrovato il corpo di una nota modella, Amodie. All’ispettore milanese tocca muoversi con la vice ispettrice Milena Russo nel mondo social, tra influencer e il forum online incel, una oscura galassia maschile. Tutto tra divertimenti, sfilate di moda e regate veliche.È invece Filicudi, con la sua bellezza selvaggia, la scena di L’isola degli inganni (Mondadori), di Maria Elisa Aloisi. L’idea di una breve pausa dal lavoro dell’avvocata Ilia Moncada con l’amica e socia Irene sfuma quando nella Grotta del Bue Marino viene ritrovato il corpo della giovanissima Gisella, amica di Carlotta che è figlia del professore Rodi Donati nella cui villa Ilia e Irene sono ospiti. Una storia di menzogne e inganni nella quale Ilia cerca di far luce.È feconda di storie la Sicilia, dove a Catania, Cristina Cassar Scalia fa muovere Vanina Guarrasi, vicequestora della squadra Mobile, con una “camurria” di caso in Le terme dell’Indirizzo (Einaudi). Viene ritrovato nelle terme imperiali il corpo di quello che sembra un barbone, un delitto che poi si scopre essere legato a un vecchio e irrisolto femminicidio. Entrambi risolti da Vanina, con l’aiuto dell’ex commissario Gino Patanè e della sua squadra.E si va a Trapani, con La mentalità del granchio (Mondadori) e il commissario della Mobile Nenè Indelicato, nato dalla penna di Gaspare Grammatico. E a Nenè, Grammatico presta battute, malinconie e amore per la sua Trapani mentre la realtà con i suoi crimini s’impone: bisogna indagare in due storie parallele, la morte di un direttore d’orchestra e la scomparsa di un giovane durante un’immersione.Sono un omaggio agli arancini del suo maestro e amico Andrea Camilleri I tramezzini di Rocco Schiavone (Sellerio) di Antonio Manzini, tra amarcord e album dei ricordi, racconti di varia ambientazione e di varia umanità (c’è pure una Panarea settembrina in uno tra i più malinconici). E nel passato trasteverino degli anni ’70 con Rocco ragazzino e gli amici Furio, Brizio, Sebastiano, una Roma che non c’è più.Bea Navarra, la grafologa nata dalla penna di Nunzia Scalzo, dopo aver esordito con «La regola dell’ortica» ora in Il ragno nella tela (Feltrinelli) si trova di fronte a una vicenda in cui s’intrecciano passato e presente, sangue e denaro, amore e vendetta, a partire da un messaggio con una sequenza alfanumerica in greco antico e nascosto dietro un quadro nella villa della baronessa Giacinta Luce Di Gregorio.Diventerà una serie televisiva Il tempo dell’orologiaio (Feltrinelli) assieme al prequel «L’orologiaio di Brest», di Maurizio de Giovanni, con la saga di Carlo Malavasi, Andrea Malchiodi e Vera Coen. Trame ambigue e crimini che riportano al sistema stragista degli anni ’80, e coinvolgono agenti segreti ed eminenze grigie all’ombra di poteri oscuri.Mette in scena, con umorismo nero, il delitto come professione con tanto di società del Biondo e di Quello con la cravatta, amici e soci killer, Omicidi Srl (Sellerio) di Alessandro Robecchi, in una Milano feroce in cui tutto è in vendita e nessuno è innocente. C’è una squadra di donne ad aiutare il Pm Manrico Spinori in Delitto in cornice. Un caso per Manrico Spinori (Einaudi) di Giancarlo De Cataldo, un’indagine sulla morte violenta di Verena Rex, artista esperta in scarificazione, che porta il melomane “contino” nel mondo romani dell’arte contemporanea tra personaggi eccentrici, misteri e menzogne.E sono gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi in Il nido del corvo (Feltrinelli) di Piergiorgio Pulixi a indagare nella Penisola del Sinis su macabri delitti di un assassino che come “artista della morte” lascia sempre la traccia di un reperto umano. Una caccia che affronta l’abisso umano con sullo sfondo una Sardegna selvaggia.Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone firmano La scala di seta (Sellerio) con il loro personaggio, Serena Martini, chimica e sommelier, oltre che mamma, a indagare assieme a Corinna Stelea, sovrintendente di polizia, sulla morte sospetta di Chiara Sbrana, investita sulle strisce pedonali da un pirata della strada.Si muove attorno a un enigma Quattro presunti familiari (Sellerio) di Daniele Mencarelli, con poveri resti umani trovati in un bosco in provincia di Latina e i carabinieri, capitano Damasi e appuntato Circosta, che con la loro indagine risvegliano pulsioni di violenza, retaggi di un mondo nero che esprime ancora nostalgie di quella che fu Littoria.