«La mia frequentazione dell’elettrodomestico è molto scarsa», dice Luciano Canfora. Dunque, se parliamo di gialli parliamo di romanzi non di telefilm o di serie tv. Quella di Canfora per il genere poliziesco più che passione è una curiosità in senso stretto: un interesse intellettuale che non esclude, anzi accresce, il divertimento della lettura. Per essere più precisi, si tratta di una curiosità da storico e da studioso di testi greci e latini (e non solo). Il suo interesse per le detective stories nacque nei primi Anni 70, quando, leggendo Georges Simenon, Canfora intuì che l’indagine di Maigret somigliava molto a quella del filologo, cioè di colui il quale si occupa di ricostruire la trasmissione delle opere del passato, la forma e i contenuti originali. Attività di ricerca in cui lo stesso Canfora è tra i maggiori maestri del nostro tempo.
Luciano Canfora: «Pensatori? No, noi filologi siamo cani da tartufo»
Lo storico è da decenni un divoratore di detective stories: «L’archetipo del giallo è l’Edipo Re di Sofocle, adoro il commissario Maigret»






