ROMA – Non importa se Agamennone ricorda Batman e i morti dell’Ade sembrano zombie, Odissea è un grande peplum moderno e secondo Variety sarà il primo film “sandalone” (gli americani li chiamano “sword and sandal”) a conquistare un Oscar a 25 anni dal Gladiatore.
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Il kolossal di Christopher Nolan marcia verso il successo. In Italia il box office è arrivato in tre giorni a 7 milioni e mezzo di euro di incasso, negli Usa (uscito un giorno dopo) ha incassato l’eccezionale cifra di 51 milioni di dollari in una sola giornata e l’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes segnala il 95% di recensioni positive e il 97% di approvazioni del pubblico. Al di là delle polemiche preventive e delle aspettative altissime per un film che è una sfida sia dal punto di vista cinematografico, il primo girato in 70 mm Imax, che narrativo, l’adattamento di uno dei testi più antichi del mondo occidentale, Odissea è un successo.
Un successo che – previsione piuttosto facile – traghetterà il film nella notte del 14 marzo. Il rapporto di Nolan con gli Oscar è un rapporto non facile, dopo quasi trent’anni di carriera e dodici film è riuscito a conquistare due Academy Award (come regista e come produttore) solo con Oppenheimer, il suo precedente film sull’inventore della bomba atomica. Ora però il cristallo è rotto ed è piuttosto probabile che il film otterrà- anche grazie al suo cast stellare da Matt Damon a Anne Hathaway, da Tom Holland a Zendaya – nomination in tutte le categorie e magari arriverà a conquistarne 16 come il film da record Sinners.














