Non c’è più il Genoa Social Forum, né la speranza di un altro mondo possibile. Dall’altra parte, venticinque anni dopo, ci sono Donald Trump ed Elon Musk, e sirene neonaziste anche in Europa. Loro, però – gli attivisti che nel luglio 2001 si schierarono contro i potenti della Terra, richiamati per il G8 a Genova - hanno continuato a fare resistenza. Sono tornati nei loro mondi, questi possibili, come la difesa dei senza casa, o ne hanno scoperti di nuovi e necessari: la salvezza dei migranti in mare.

Lo sanno, lo dicono: “Avevamo ragione venticinque anni fa, sulle multinazionali, il neoliberismo, lo sfruttamento degli ultimi”. Sanno anche che quei giorni così dolorosi – la morte in piazza Alimonda di Carlo Giuliani, il massacro alla scuola Diaz, le umiliazioni alla caserma di Bolzaneto – non sono stati inutili. “Basta guardare le piazze per Gaza per capire che il seme non si è inaridito”.

Parla Vittorio Agnoletto, il medico che portò la voce di quel Social Forum. Ecco Luca Casarini e i migranti da salvare, Don Vitaliano Della Sala, che oggi gestisce una mensa e un dormitorio Caritas, Andrea “Tarzan” Alzetta che occupa edifici vuoti per chi non ha casa, Francesco Caruso che aiuta i braccianti stranieri nel Foggiano. E l’avvocata Alessandra Ballerini, che segue e vittime di soprusi, Massimiliano Monai, condannato per la trave contro la camionetta dei carabinieri, oggi lavoratore in porto. Il reporter inglese Marc Covell, massacrato alla Diaz, oggi a Londra con una donna di Genova. Si occupa di ambiente.