25 anni fa, tra il 19 e il 22 luglio 2001, accadeva a Genova quella che è stata definita da Amnesty International "Una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente" e "la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale".

PUBBLICITÀ

In occasione del G8, la riunione dei capi di stato dei potenti del mondo, il movimento no global aveva organizzato una serie di manifestazioni nella città, per cui si presero importanti misure mesi prima dell'evento, in un clima di tensione e allarmismo.

Dopo una prima giornata pacifica, il 20 e il 21 luglio nelle strade si verificarono scontri di piazza, azioni di vandalismo - che nei media vennero attribuiti ai cosiddetti Black bloc - e una repressione brutale da parte della polizia.

Uno degli eventi simbolo di quei giorni fu la morte del ventitreenne Carlo Giuliani, in piazza Alimonda, ucciso dalla polizia il 20 luglio. Un altro luogo cruciale di quei giorni è la Scuola Diaz, nel quartiere di Albaro, dove risiedeva in quei giorni il centro stampa del Genoa Social Forum, comitato organizzativo delle manifestazioni. Qui, nella notte tra il 21 e il 22 luglio, la polizia fece irruzione e commise atti di violenza contro gli attivisti che erano presenti, distruggendo la sede. Altrettanto emblematica è la caserma di Bolzaneto, che divenne un carcere provvisorio per i manifestanti arrestati, che subirono umiliazioni, maltrattamenti e torture.